Le emorroidi (dal greco haîma , "sangue" e rhéó, "scorrere", col significato di "sanguinamento") sono ectasie del plesso emorroidario, cioè delle vene che circondano l'ano. Più spesso le emorroidi sono di pertinenza "colonnare", cioè si trovano nell'ambito delle colonne anali, dei cuscinetti di tessuto lasso che si trovano, in numero di tre, attorno al canale anale: la patologia è in questo caso colonnare e si parlerà di emorroidi primarie. Le più rare emorroidi secondarie hanno invece patogenesi extracolonnare. Il tessuto emorroidario è parte della normale anatomia ed ha una funzione specifica nel meccanismo di continenza e defecazione ma, data la lassità del tessuto nel quale si trovano, i vasi sanguigni possono infiammarsi, trombizzarsi o causare una sindrome algica. Le emorroidi si dividono in base alla gravità della situazione, cioè alla presenza di trombosi, infezione, dolore. I grado: sanguinano ma non prolassano; II grado: prolassano durante lo sforzo defecatorio ma rientrano spontaneamente III grado: il prolasso emorroidario deve essere riposizionato manualmente nell'ano; IV grado: il prolasso emorroidario è permanentemente all'esterno e non può essere riposizionato manualmente all'interno.
Esistono differenti metodiche di trattamento. Non esiste la metodica migliore in assoluto, ma la migliore per lo specifico caso clinico. Qualunque procedura deve essere effettuata in assenza di infiammazione acuta. Prima dell'emorroidectomia deve sempre essere effettuata una colonscopia o una rettoscopia. Presso il “San Filippo” si eseguono visite specialistiche chirurgiche proctologiche per valutare la patologia emorroidaria e consigliare l’intervento più opportuno, che verrà eseguito presso strutture ospedaliere idonee. |